Riporto su indicazione dei partecipanti un dibattito epistolare svoltosi per email relativo al caso Fini.
SPUNTO PROPOSTO DA FIORENZO BORGHI
Ha fatto più opposizione Fini in mezza giornata che il PDmenoelle in 15 anni.
PENSIERI FINI BY FIORENZO BORGHI
L’altra settimana il duello Fini – Berlusconi mi ha fatto pensare e ripensare… quello che è strano è che non pensavo né a uno né all’ altro, pensavo all’opposizione, quella “vera”di governo.
Pensavo come sia potuto accadere che io guardassi a Fini con speranza e per un momento anche con leggera ammirazione per essere l’unico (con Di Pietro) dei politici ad alzare la testa in modo duro contro Berlusconi .Certo bisogna dire di fini che oltre essere stato un fascista ha dato il sostegno a Silvio Berlusconi per oltre 20 anni rendendosi così complice dei grandi misfatti politici ed economici degli ultimi 15 anni col solo ultimo scopo di riuscire a prendere il posto del corruttore o di compararlo almeno in potere. Detto questo con posso che assistere ad un PD senza risposta che non riesce più a comunicare perchè a perso tutti i treni possibili, anzi ne ha preso uno solo quello della TAV a cui doveva fermamente opporsi . Intendo per treni anche tutti i mezzi di comunicazione tra loro e la gente , le televisioni dando anzi, non opponendosi, a B per rete 4 , stando in silenzio quatto quatto davanti alla corruzione Mondadori ecc…occupandosi di banche e non dei bisogni della gente… o ancora non occupandosi di dialogo su internet con i vari canali…..Allora…. continuavo a pensare ha cosa hanno preso , che cosa hanno barattato per essere silenti, anzi lobotomizzati , a tutti i tentativi delle PDL, Lega ed affiliati di destabilizzare le istituzioni, di cercare di frantumare la costituzione e di costruirsi l’impunità dei loro leader. Non riuscivo nemmeno a capire perchè i ”capitani del PD” non riuscivano nemmeno a lanciare una corda a Fini dove si potesse aggrappare, un ponte forse necessario, sicuramente momentaneo per far in modo di riuscire a fermare il B distruttore una volta fascista e l’altra leghista (come fa lo sa solo lui) che tutto ha in mente meno che gli interessi della nazione. Una proposta chiamiamola futurista od idealista dove destra e sinistra si uniscono, anche perchè concettualmente non esistono più, per il rispetto della costituzione ed il rispetto di una nazione e del suo popolo, dove potrebbero esistere per un momento solo il buon senso sui problemi che al momento ci mettono in ginocchio.
INTERVENTO DI FABRIZIO LA ROCCA:
Non innamorarti troppo di Fini. La sua opposizione si fa sentire perché e’ fatta dal palco del Pdl.
Fini ha fatto I suoi calcoli. Non so quanto sia cambiato dai tempi in cui La Russa e Gasparri erano I suoi tirapiedi (adesso hanno cambiato padrone). Forse sara’ cambiato tanto ma non penso che questo non sia stato fatto per interesse e calcolo politico.
Penso che stia perdendo la sua battaglia. Se non fa marcia indietro non gli resta che una scheggia della destra, non certo garantista di natura. Un suicidio politico visto che al centro destra c’e poco da ridere.
Fini e’ da lodare per aver saputo opporsi al padrone della destra, ma senza un popolo dietro, come ce l’ha Bossi, senza il potere economico e dei media, come ce l’ha B, e senza la chiesa dietro, che non ama la sua laicità, conta meno del 2 di picche.
La destra Italiana non e’ più fascista, è Peronista. Non penso che il Fini post-fascista riuscirà a cambiarla.
INTERVENTO DI LUCA BOCCARDI
Gianfranco Fini era un fascista convinto, uno che militava nel Fronte della Gioventù amico e complice di violenti prevaricatori.
Era anche il braccio destro di Almirante, che del partito neofascista era il segretario, ex repubblichino e senz’altro lontanissimo dalla ideologia e dalla mentalità democratica.
Però Fini è sempre stato uno a cui anche da sinistra è stata riconosciuta una rispettabilità che nasceva dalla condivisione di certe regole di base. Laddove con lui finiva l’intesa culturale, cominciava una sorta di intesa umana, che a ben vedere può essere più importante: mentre la prima nasce infatti dall’appartenenza allo stesso gruppo sociale o culturale, la seconda coinvolge l’essenza universale dell’essere umano, ovverosia la sua capacità di vedere al di là delle convenienze e delle convinzioni del proprio gruppo di appartenenza e di cogliere nell’avversario elementi e valori umani comuni.
E Fini mi pare che ormai da tempo non stia facendo sconti alla sua coscienza per ciò che concerne i valori morali: si è guadagnato l’impopolarità di quasi tutto il PDL opponendosi alle posizioni razziste ed antinazionali della Lega, alle disinvolte leggi ad personam di Berlusconi e persino ad alcune posizioni oscurantiste della Chiesa in materia di temi etici.
Il suo futuro politico appare peraltro a forte rischio: dopo essere stato ministro degli Esteri e rivestendo tuttora la terza carica dello Stato e dopo essere risultato nei sondaggi il candidato più forte del Centrodestra, a seguito delle sue ultime prese di posizione, appare irrimediabilmente isolato.
I sospettosi sia di destra che di sinistra vedono nel suo comportamento una strategia volta ad acquisire un crescente peso politico. Ma io mi domando: a cosa può aspirare Fini più di quello che già gli poteva garantire una permanenza disciplinata nel PDL?
Alla creazione di una corrente interna al PDL in grado di sovvertire il ruolo di leader di Berlusconi? Considerando la genesi e la composizione del PDL, si tratta di un’ipotesi assolutamente irrealistica.
Alla ricostruzione della DC con Casini, Rutelli e magari Montezemolo? A parte che quest’ultimo ha appena escluso la sua entrata in politica, la caratterizzazione laica di Fini parrebbe renderlo incompatibile anche con i primi due.
Insomma sembra proprio che Fini si sia cacciato in un vicolo cieco.
Rimangono le aspirazioni più volte palesate a realizzare un disegno di riforma istituzionale, aspirazioni che guarda caso risultarono fatali anche a Mario Segni che alla fine della sua parabola politica è incredibilmente approdato al PDL, avendo probabilmente lo stesso Fini come unico referente interno.
Anche queste però, fuori dal PDL o in polemica con l’intero partito, sembrano assolutamente velleitarie.
Quindi che spiegazioni possiamo dare al suo comportamento?
E se il suo fosse un autentico dissenso politico?
Gli auguri sinceri dei suoi comunque e sempre avversari politici sono che nel suo schieramento qualcuno si accorga che è interesse del Paese avere una destra conservatrice ed istituzionale invece o almeno a fianco della attuale destra populista ed eversiva.
INTERVENTO DI ANNA DI LELLIO:
Leggo con grande interesse quello che gli amici scrivono su Fini e quello che la stampa dice di Fini. Mi affascina l’approvazione espressa da uomini e donne di sinistra.
C’e’, nell’ammirazione per Fini, un’ammissione di impotenza. O almeno e’ cosi’ che mi viene in mente di leggerla. La sinistra, evirata, e’ in cerca di protesi. Fini non ha detto nulla che non sia stato gia’ detto da tempo da chiunque si collochi in qualche modo all’opposizione, anzi, ha detto un quinto di quello che e’ gia’ stato detto da tempo, da quando lui faceva ancora lo zerbino a Berlusconi. Ma e’ lui che restera’ alla storia come quello che ha pubblicamente e apertamente contraddetto Berlusconi. Uno, insomma, con le cosiddette. Quelle che la sinistra non ha.
Non sto scherzando e non sottovaluto il problema. Perche’ a me interessa chi siamo e cosa facciamo noi. Onestamente, che Fini e Berlusconi siano in disaccordo, e che la grande tenda del Pdl possa fasciarsi, mi fa solo un gran piacere. Ce la fara’ Fini? Sono d’accordo con Fabrizio, non credo.
Ma per il momento vorrei sapere cosa facciamo noi. Ci alleiamo con Fini? Ma per l’amor di Dio! Colloquiamo con la Lega? Peggio mi sento. E poi le due cose sono in contraddizione, qualcuno dovrebbe spiegarlo a Bersani.
Convochiamo gli stati generali della sinistra, come propone Vendola. Cerchiamo di capire, con chi ci vuole stare, come penetrare nel varco finalmente apertosi nel Pdl per metterlo ancora di piu’ in difficolta’. E facciamo quello che da tempo diciamo di voler fare: la politica con la gente. Meno chiacchiere, piu’ azione: tra gli immigrati, i disoccupati, gli insegnanti, contro le discariche nel parco nazionale del Vesuvio, per la ricostruzione di L’Aquila, per la liberta’ di informazione e cosi’ via. Decidiamo noi l’agenda politica, non restiamo a rimorchio degli altri.
Personalmente, credo nella potenza dell’intelligenza e nella forza della passione politica. Tutte di genere femminile, ma abbastanza agguerrite per sconfiggere il celodurismo sventolato a destra e sinistra, senza un pensiero razionale in testa.

hai ragione Anna , ma io non voglio questi capi del PD e` proprio quello il problema.
Come puo` essere che i Capi del PD si riuniscano per trovare il varco ? proprio loro che sono stati complici sornioni per 20 anni ! Io non li voglio. Poi tu puoi rispondere “casa fai qui? Perche` non te ne vai da un’ altra parte?” ed Io replico che sono solo che occupano un partito ed un ideologia non io.
Ciao Fiorenzo