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PIERLUIGI BERSANI A NEW YORK

Venerdi’ 16 Luglio 2010
ore 19.00

Club San Cono
231 Ainslie Street, Brooklyn, NY

“La politica italiana e le politiche per gli italiani all’estero”

L’on. Pier Luigi Bersani
incontra la comunità italiana di New York
Circolo San Cono
231 Ainslie Street
Brooklyn, NY

Modera
Gianluca Galletto

Interventi
Elena Luongo, PD New York
Saluto di benvenuto

Renato Turano, ex senatore e imprenditore
Imprese italiane all’estero e internazionalizzazione

Silvana Mangione, PD New York
Italiani all’estero: cittadinanza, rappresentanza, servizi

Conclude
Pier Luigi Bersani, Segretario nazionale Partito Democratico
Come arrivare: da Manhattan prendere la metro ‘L’ e scendere a Graham Avenue Station (Terza stazione a Brooklyn dopo Bedford e Lorimer), Camminare lungo Graham Avenue, Ainslie Street e’ la seconda strada a sinistra.

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UN BICCHIERE DA ALISEO / A GLASS AT ALISEO'S

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European Forum for Democratic Politics and Social Thought

Il prossimo mercoledi 16 giugno, insieme a rappresentanti e simpatizzanti dei partiti socialisti francese, spagnolo, Tedesco ed austriaco, inaugureremo il primo European Forum for Democratic Politics and Social Thought. Il Forum sara uno spazio di riflessione sul futuro delle sinistre europee, viste da una prospettiva statunitense. Ci vedremo una volta ogni due mesi per discutere insieme delle sfide e dei comuni alle democrazie europee, cosi come del significato del nostro contributo dagli Stati Uniti.

I risultati di questo incontro e le date dei prossimi incontri saranno resi noti sul sito.

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Un Bicchiere da Matilda: fundraising event per la Festa dell'Unita' d'Italia a NY

UN BICCHIERE DA MATILDA
dalle 5.30pm- 11.30pm
Matilda Restaurant MAP IT


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NY Presentation – IV Edition of the SalinaDocFest

Date: Friday, June 11, 2010
Time: 5:00pm – 8:00pm
Location: John D. Calandra Italian American Institute
Street: 25 West 43rd Street, 17th Floor
City/Town: East New York, NY
June 11. The SalinaDocFestival lands in New York. Mrs. Giovanna Taviani, the Director of the Festival, will present its fourth edition (Salina, – September 12-19, 2010) that will focus on the metaphoric bridge immigrants have built between Sicily and the United States.
5:00 PM – Welcoming Remarks
Prof. Anthony Tamburri, Dean of the John D. Calandra Italian American Institute (CUNY) Letizia Airos, Executive Editor of i-italy
5:15 PM - SalinaDocFest. Facts & History
Giovanna Taviani, Artistic Director of SalinaDocFest
Gaetano Calà, Director of ANFE Sicilia
Presentation of the Festival (History and Scopes) and of its fourth edition (September 2010). Mr. Calà will give a speech on the “Memoria Documentata” (Documented Memory)
6 PM – Movie Screening
I nostri 30 anni. Generazioni a confronto (Our 30 years. Generations Face to Face) by Giovanna Taviani (73 minutes)
Debut Documentary by Giovanna Taviani with English Subtitles: a journey in the world of Italian Cinema as seen from the eyes of four generations of directors (from Risi to Monicelli; from Bellocchio, Bertolucci and Taviani, to Moretti, Giordana, Virzì and Salvatores; and the last generation of directors). In the picture they talk about what it meant to them to document 30 years of history of Italian cinema and dwell on the 30-year-old youngsters of our country.
7:15 – PM Debate on contemporary Italian cinema with the Italian-American director Nancy Savoca
This much anticipated initiative has already received the plausings of one of the main experts of Italian Cinema in the US, Prof. Antonio Monda, the organizer of the “Open Roads Festival: New Italian Cinema”:
“I personally think that the work of Giovanna Taviani is incredibly well done. Movie-making runs in her family and she has followed in her father’s footsteps. She’s the daughter of Vittorio Taviani but I always looked at her independently and I admired not only the high quality of her thought but also her professional attitude and the passion she puts into her projects. She’s not only a film-maker but an active organizer of an exciting festival. She always looks ahead. Giovanna was my guest during the 2005 edition of Open Roads. She showed one of her works and I had the opportunity to know her better. She made a great impression on me.
The SalinaDocFestival is supporting the growth of the documentary genre in Italy, because it shows the importance of this language, the documentary language, which has given so much to Italian Cinema. In the 1950s and ’60s so many important artists debuted and tested themselves with documentaries: the Taviani brothers, Ermanno Olmi, Pasolini and many others… the best of Italian Cinema. What this means is that nowadays there is a strong will to make documentaries and not necessarily only narrative features and it’s an important change which has already been picked up by the American audience”
The event is sponsored and organized by ANFE – Associazione Nazionale Famiglie Emigranti, John D. Calandra Italian American Institute, and I-Italy.org.
With the support of the Consulate General of Italy in New York
For more info
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FESTA DELL'UNITA' D'ITALIA A NEW YORK


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Assemblea Nazionale 21-22 Maggio 2010

Di seguito i documenti programmatici che saranno discussi nell’Assemblea Nazionale del 21-22 Maggio. Inoltre il testo con le proposte di modifica statutaria, approvate all’unanimità dalla Commissione Statuto, che dovranno essere esaminate dall’Assemblea Nazionale. Il documento programmatico sull’Europa sarà inviato domani mattina.

Cordiali saluti
Partito Democratico – Organizzazione

03 CONVOCAZIONE  Assemblea Nazionale.pdf 03 CONVOCAZIONE Assemblea Nazionale.pdf
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Giustizia.pdf Giustizia.pdf
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Green Economy.pdf Green Economy.pdf
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Istituzioni_.pdf Istituzioni_.pdf
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Lavoro.pdf Lavoro.pdf
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Universita e Ricerca.pdf Universita e Ricerca.pdf
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0519 proposte modifica statutaria.pdf 0519 proposte modifica statutaria.pdf
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Primo Maggio, dove e' la festa?

Lucina di Meco prendendo spunto da questo articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica online, ci chiede cosa ne pensiamo. Commenta l’articolo, oppure partecipa alla discussione su Facebook

Primo maggio, dov’è la festa? di Ilvo Diamanti
SI E’ APERTA una stagione senza feste civili. Dove i riti della memoria, che danno senso e identità alla nostra Repubblica, vengono guardati  -  e trattati  -  con insofferenza e indifferenza, da una parte del paese.
LEGGI TUTTO READ MORE Primo Maggio, dove e’ la festa?

luca boccardi

IL CASO FINI

Riporto su indicazione dei partecipanti un dibattito epistolare svoltosi per email relativo al caso Fini.

SPUNTO PROPOSTO DA FIORENZO BORGHI
Ha fatto più opposizione Fini in mezza giornata che il PDmenoelle in 15 anni.

PENSIERI FINI BY FIORENZO BORGHI
L’altra settimana il duello Fini – Berlusconi mi ha fatto pensare e ripensare… quello che è strano è che non pensavo né a uno né all’ altro, pensavo all’opposizione, quella “vera”di governo.
Pensavo come sia potuto accadere che io guardassi a Fini con speranza e per un momento anche con leggera ammirazione per essere l’unico (con Di Pietro) dei politici ad alzare la testa in modo duro contro Berlusconi .Certo bisogna dire di fini che oltre essere stato un fascista ha dato il sostegno a Silvio Berlusconi per oltre 20 anni rendendosi così complice dei grandi misfatti politici ed economici degli ultimi 15 anni col solo ultimo scopo di riuscire a prendere il posto del corruttore o di compararlo almeno in potere. Detto questo con posso che assistere ad un PD senza risposta che non riesce più a comunicare perchè a perso tutti i treni possibili, anzi ne ha preso uno solo quello della TAV a cui doveva fermamente opporsi . Intendo per treni anche tutti i mezzi di comunicazione tra loro e la gente , le televisioni dando anzi, non opponendosi, a B per rete 4 , stando in silenzio quatto quatto davanti alla corruzione Mondadori ecc…occupandosi di banche e non dei bisogni della gente… o ancora non occupandosi di dialogo su internet con i vari canali…..Allora…. continuavo a pensare ha cosa hanno preso , che cosa hanno barattato per essere silenti, anzi lobotomizzati , a tutti i tentativi delle PDL, Lega ed affiliati di destabilizzare le istituzioni, di cercare di frantumare la costituzione e di costruirsi l’impunità dei loro leader. Non riuscivo nemmeno a capire perchè i ”capitani del PD” non riuscivano nemmeno a lanciare una corda a Fini dove si potesse aggrappare, un ponte forse necessario, sicuramente momentaneo per far in modo di riuscire a fermare il B distruttore una volta fascista e l’altra leghista (come fa lo sa solo lui) che tutto ha in mente meno che gli interessi della nazione. Una proposta chiamiamola futurista od idealista dove destra e sinistra si uniscono, anche perchè concettualmente non esistono più, per il rispetto della costituzione ed il rispetto di una nazione e del suo popolo, dove potrebbero esistere per un momento solo il buon senso sui problemi che al momento ci mettono in ginocchio.

INTERVENTO DI FABRIZIO LA ROCCA:
Non innamorarti troppo di Fini. La sua opposizione si fa sentire perché e’ fatta dal palco del Pdl.
Fini ha fatto I suoi calcoli. Non so quanto sia cambiato dai tempi in cui La Russa e Gasparri erano I suoi tirapiedi (adesso hanno cambiato padrone). Forse sara’ cambiato tanto ma non penso che questo non sia stato fatto per interesse e calcolo politico.
Penso che stia perdendo la sua battaglia. Se non fa marcia indietro non gli resta che una scheggia della destra, non certo garantista di natura. Un suicidio politico visto che al centro destra c’e poco da ridere.
Fini e’ da lodare per aver saputo opporsi al padrone della destra, ma senza un popolo dietro, come ce l’ha Bossi, senza il potere economico e dei media, come ce l’ha B, e senza la chiesa dietro, che non ama la sua laicità, conta meno del 2 di picche.
La destra Italiana non e’ più fascista, è Peronista. Non penso che il Fini post-fascista riuscirà a cambiarla.

INTERVENTO DI LUCA BOCCARDI
Gianfranco Fini era un fascista convinto, uno che militava nel Fronte della Gioventù amico e complice di violenti prevaricatori.
Era anche il braccio destro di Almirante, che del partito neofascista era il segretario, ex repubblichino e senz’altro lontanissimo dalla ideologia e dalla mentalità democratica.
Però Fini è sempre stato uno a cui anche da sinistra è stata riconosciuta una rispettabilità che nasceva dalla condivisione di certe regole di base. Laddove con lui finiva l’intesa culturale, cominciava una sorta di intesa umana, che a ben vedere può essere più importante: mentre la prima nasce infatti dall’appartenenza allo stesso gruppo sociale o culturale, la seconda coinvolge l’essenza universale dell’essere umano, ovverosia la sua capacità di vedere al di là delle convenienze e delle convinzioni del proprio gruppo di appartenenza e di cogliere nell’avversario elementi e valori umani comuni.
E Fini mi pare che ormai da tempo non stia facendo sconti alla sua coscienza per ciò che concerne i valori morali: si è guadagnato l’impopolarità di quasi tutto il PDL opponendosi alle posizioni razziste ed antinazionali della Lega, alle disinvolte leggi ad personam di Berlusconi e persino ad alcune posizioni oscurantiste della Chiesa in materia di temi etici.
Il suo futuro politico appare peraltro a forte rischio: dopo essere stato ministro degli Esteri e rivestendo tuttora la terza carica dello Stato e dopo essere risultato nei sondaggi il candidato più forte del Centrodestra, a seguito delle sue ultime prese di posizione, appare irrimediabilmente isolato.
I sospettosi sia di destra che di sinistra vedono nel suo comportamento una strategia volta ad acquisire un crescente peso politico. Ma io mi domando: a cosa può aspirare Fini più di quello che già gli poteva garantire una permanenza disciplinata nel PDL?
Alla creazione di una corrente interna al PDL in grado di sovvertire il ruolo di leader di Berlusconi? Considerando la genesi e la composizione del PDL, si tratta di un’ipotesi assolutamente irrealistica.
Alla ricostruzione della DC con Casini, Rutelli e magari Montezemolo? A parte che quest’ultimo ha appena escluso la sua entrata in politica, la caratterizzazione laica di Fini parrebbe renderlo incompatibile anche con i primi due.
Insomma sembra proprio che Fini si sia cacciato in un vicolo cieco.
Rimangono le aspirazioni più volte palesate a realizzare un disegno di riforma istituzionale, aspirazioni che guarda caso risultarono fatali anche a Mario Segni che alla fine della sua parabola politica è incredibilmente approdato al PDL, avendo probabilmente lo stesso Fini come unico referente interno.
Anche queste però, fuori dal PDL o in polemica con l’intero partito, sembrano assolutamente velleitarie.
Quindi che spiegazioni possiamo dare al suo comportamento?
E se il suo fosse un autentico dissenso politico?
Gli auguri sinceri dei suoi comunque e sempre avversari politici sono che nel suo schieramento qualcuno si accorga che è interesse del Paese avere una destra conservatrice ed istituzionale invece o almeno a fianco della attuale destra populista ed eversiva.

INTERVENTO DI ANNA DI LELLIO:
Leggo con grande interesse quello che gli amici scrivono su Fini e quello che la stampa dice di Fini. Mi affascina l’approvazione espressa da uomini e donne di sinistra.
C’e’, nell’ammirazione per Fini, un’ammissione di impotenza. O almeno e’ cosi’ che mi viene in mente di leggerla. La sinistra, evirata, e’ in cerca di protesi. Fini non ha detto nulla che non sia stato gia’ detto da tempo da chiunque si collochi in qualche modo all’opposizione, anzi, ha detto un quinto di quello che e’ gia’ stato detto da tempo, da quando lui faceva ancora lo zerbino a Berlusconi. Ma e’ lui che restera’ alla storia come quello che ha pubblicamente e apertamente contraddetto Berlusconi. Uno, insomma, con le cosiddette. Quelle che la sinistra non ha.
Non sto scherzando e non sottovaluto il problema. Perche’ a me interessa chi siamo e cosa facciamo noi. Onestamente, che Fini e Berlusconi siano in disaccordo, e che la grande tenda del Pdl possa fasciarsi, mi fa solo un gran piacere. Ce la fara’ Fini? Sono d’accordo con Fabrizio, non credo.
Ma per il momento vorrei sapere cosa facciamo noi. Ci alleiamo con Fini? Ma per l’amor di Dio! Colloquiamo con la Lega? Peggio mi sento. E poi le due cose sono in contraddizione, qualcuno dovrebbe spiegarlo a Bersani.
Convochiamo gli stati generali della sinistra, come propone Vendola. Cerchiamo di capire, con chi ci vuole stare, come penetrare nel varco finalmente apertosi nel Pdl per metterlo ancora di piu’ in difficolta’. E facciamo quello che da tempo diciamo di voler fare: la politica con la gente. Meno chiacchiere, piu’ azione: tra gli immigrati, i disoccupati, gli insegnanti, contro le discariche nel parco nazionale del Vesuvio, per la ricostruzione di L’Aquila, per la liberta’ di informazione e cosi’ via. Decidiamo noi l’agenda politica, non restiamo a rimorchio degli altri.
Personalmente, credo nella potenza dell’intelligenza e nella forza della passione politica. Tutte di genere femminile, ma abbastanza agguerrite per sconfiggere il celodurismo sventolato a destra e sinistra, senza un pensiero razionale in testa.

anna

La legge che non risolve il problema

Risolviamo il problema, dopo ci preoccupiamo della Costituzione,” avrebbe detto il governatore dell’Arizona Jan Brewer prima di firmare la legge sull’immigrazione illegale più restrittiva d’America. Adesso la polizia avrà l’autorità di chiedere prove di residenza legale a chiunque sembri sospetto di non possederle, e di arrestare chi non le ha. Il calcolo della repubblicana Brewer e’ che cosi’ conquistera’ la base del suo partito in Arizona. Ne ha bisogno per vincere le primarie. Il rischio e’ grosso pero’, perche’ accontenta la frangia piu’ marginale e radicale dell’elettorato, ma perde consenso sia al centro che tra la popolazione ispanica, o il 30% della popolazione dello stato.
Quel che e’ certo e’ che questa legge non risolvera’ il problema. Ne creera’ degli altri perche’ non si preoccupa della Costituzione e di diritti fondamentali come l’uguaglianza di fronte alla legge. Che non sia una soluzione e’ dimostrato dal fallimento di anni di politiche punitive e autoritarie nei confronti dell’immigrazione illegale e della criminalita’ in generale. Ne’ la barriera eretta lungo il confine proprio dell’Arizona con il Messico, ne’ le bande di vigilanti hanno infatti ridotto l’immigrazione illegale. E se il problema e’ la criminalita,’ la soluzione ormai collaudata ovunque non e’ la repressione, ma la vigilanza della polizia di quartiere. READ MORE La legge che non risolve il problema